|
lunedì, ottobre 23, 2006

sabato, ottobre 21, 2006

Esodo 10, 27-30
Ma il Signore rese ostinato il cuore del faraone, il quale non volle lasciarli partire. Gli rispose dunque il faraone: «Vattene da me! Guardati dal ricomparire davanti a me, perché quando tu rivedrai la mia faccia morirai».
Mosè disse: «Hai parlato bene: non vedrò più la tua faccia!».
giovedì, ottobre 19, 2006

Presagio
Più lo scavo con il pensiero, più il terreno su cui poggia la mia vita diventa insicuro.
Lui e la sua forza devastante possono anche scoprirlo un senso, anche solo quel nulla su cui si erge il mondo, ma non mai produrlo.
Il pensiero, in questi istanti smarriti, lancia lo sguardo sull’abisso di ciò che la volontà vorrebbe raggiungere, ma che si rivela invece semplice assenza, infinita ed irrimediabile, proprio perché incontrastabile dalla ragione.
Vorremmo essere infinitamente felici, vorremmo conoscere e dominare il mondo al di là dell’istante della nostra esistenza, ma ci ritroviamo solo ad avvicinarci al nostro termine ultimo di una vita che si rivela solo frutto di un momento di gioco del nulla da cui proveniamo e che ogni tanto ci capita di sognare.
Al di là di ogni pretesa di dominio di un qualunque dio, costruito su misura per alleggerire la vertigine di un paesaggio, in cui invano cerchiamo appagamento al nostro desiderio infinito.
Come fiori, cresciuti solo sull’attesa della propria fine.
“E tu, lenta ginestra,
che di selve odorate
queste campagne dispogliate adorni,
anche tu presto alla crudel possanza
soccomberai del sotterraneo foco…”
mercoledì, ottobre 18, 2006

Amarevole
Sarà colpa del freddo, o forse delle patate ingozzate troppo in fretta.
Sta di fatto che poco fa, sbirciando con occhi distratti, la fila dei link, proprio
quella lì sulla destra, mi è sembrata esageratamente lunga.
Colpa mia, lo so; soltanto mia e della mia pigrizia.
Solo che tra chi se n’è andato lontano, chi ha chiuso e chi è in partenza, chi vale troppo per essere ridotto ad un nome in una lista e chi invece vale a malapena uno sguardo distratto mentre mescoli il caffè, le carte sono ormai confuse, le facce immaginate hanno a volte sempre gli stessi occhi, i sentimenti ricoperti di polvere assomigliano un po’ troppo alle foto appese al muro in casa di nonna.
Il dubbio morde, come un insetto frenetico che fugge dal primo freddo.
Ed ha sempre quel sapore, così insopportabile, di rancido…
martedì, ottobre 17, 2006

Oh Madonna!
Chissà se, non ci fosse stata di mezzo una star antipatica, dal conto in banca a 20 zeri e un po’ blasfema nel nome, la condanna per quello che è accaduto sarebbe stata tale.
Per parte mia credo che se il bene di un bambino non fosse più, prima di tutto il resto, una specie di paravento dietro cui nascondere cose abbastanza squallide come il professionismo del dolore e della speranza, sarebbe comunque tanto, se non tutto, di guadagnato.
Nonostante il gossip.
lunedì, ottobre 16, 2006

Cicale
Che razza di paese è quello in cui una metà odia l’altra? Un paese in cui i poveri pretendono di essere ricchi e i ricchi dicono di essere poveri? Un paese in cui chi non è ne’ ricco ne’ povero sceglie di essere ricco o povero a seconda del giorno della settimana? Un paese in cui anche Dio si utilizza a giorni alterni, modellandolo sulle proprie esigenze di credenti stanchi? Un paese in cui chi può parlare dice di essere imbavagliato e chi imbavaglia lo fa urlando di non volerlo fare? Un paese in cui le persone semplici sono le uniche a praticare la tolleranza, mentre la cultura insegna solo a scaricare le proprie responsabilità su un nemico da tempo estinto? Un paese in cui si pretende l’onestà alla luce del sole, ma nell’ombra regna la furbizia dell’impunità? Un paese in cui l’unico bene che importa a chi regna è quello che gli permette di continuare a regnare? Un paese in cui si urla a chi non è capace di urlare, tacendo di fronte al dovere di un’onesta risposta?
Che razza di paese siamo diventati grazie alla nostra pigrizia e alla nostra coda di paglia?
Forse soltanto un piccolo paese di vecchie cicale rumorose che, scivolato al margine della storia, nasconde semplicemente a se stesso il proprio inevitabile autunno.
venerdì, ottobre 13, 2006

Superfluo
Sarò franco con voi, ma credo che le parole amichevoli ogni tanto bisogna anche lasciarle perdere.
Sempre più spesso vi comportate come un branco di bambini, stupidotti, capricciosi e viziati, destinati ad essere presi a schiaffi fino alla noia. Voi non ascoltate, fate solo rumore; non volete capire, solo sfogare il vostro triste risentimento. La mediocrità è il vostro credo, quella che urla per nascondere se stessa, che accusa gli altri per guadagnarsi un perdono che sa di non meritare, che della necessità della tolleranza fa concime per le proprie debolezze di uomini al tramonto della dignità.
Osservando, in silenzio, cercando di trovare un senso al baccano, l’unica parola che mi rimbalza davanti è quella, un po’ banale invero, che recita: “superfluo”.
Superfluo, come idee raccolte in libri spazzatura, come il livore da mercato del pesce, come le giacche strappate a furia di essere tirate.
Superfluo, come un gioiello troppo brillante, o un copione scritto male, o una canzone di Jovanotti, fatta di luoghi comuni e sempre un po’ stonati.
Superfluo, come ad un funerale, uno sbuffo lanciato guardando di sottecchi un orologio placcato d’oro.
giovedì, ottobre 12, 2006

Anti
Mi dicono che finalmente saremo tutti più liberi.
Ok, stavolta voglio provare a crederci anch’io, per cui…
Pippo Baudo for president!
mercoledì, ottobre 11, 2006

Notizie dalla flotta*
Io, tanto per portarmi avanti col lavoro, sto già sfogliando i cataloghi.
Per ora la scelta è questa, almeno per via della distanza da questo paese di guitti.
*(grazie a Nyb)
martedì, ottobre 10, 2006

Freddo
Certe volte è così difficile disegnare la propria anima. Le parole non sono il loro senso, senza qualcuno che le ascolti. E i sentimenti non si possono schiaffare in una scatola regalo.
Possono solo penetrare lenti, come una pioggia sottile nella terra, per diffondere il proprio dono in ogni granello di questa vita cui ci si è affidati.
"Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già...”
P.S.: questo post si auto-distruggerà al primo soffio di vento caldo.
|
|